I CAPPUCCINI ALLA SPOLINA



La Spolina è una frazione di Cossato, posta sui confini della parrocchia verso Castellengo, formata fin verso la metà del secolo XIX da una ventina di cascinali. L’industrializzazione della zona, il conseguente aumento della popolazione e il moltiplicarsi di nuove case, fecero sentire la necessità di una nuova chiesa per una popolazione salita negli anni ’50 a oltre trecento persone, raggruppate in cento famiglie.

Il vicario don Felice Bertola pensò di costruire un oratorio per una popolazione che diventava sempre più numerosa e distava tre chilometri dalla chiesa parrocchiale. Fu spinto anche da un devoto desiderio, alimentato per tanti anni nella preghiera, della frazionista Prosperina Peretto, vedova Ruffino, che, prima di morire, volle donare un milione di lire perché sorgesse una cappella nella sua frazione.




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In vero – così ci ha raccontato don Massimo Tarello dal Monastero Benedettino di Finalpia, allora viceparroco di Cossato - non fu propriamente un lascito in denaro ma un credito che la signora Prosperina vantava nei confronti della Ditta Ellena. La signora Peretto abitava allora alla Cascina Colombera, lungo il Cervo, e ogni mattina si recava alla chiesa parrocchiale per la santa Messa, puntuale a fornire la casa parrocchiale di verdura e a preparare per tutti una tazza di caffè. Venne anche per lei la malattia però e la vecchiaia, e allora fu don Massimo a confortarla nella sua abitazione dell’eucarestia a cui tanto Prosperina teneva; e fu don Massimo a ricevere le sue ultime volontà, scritte su una cartolina, conservata in un taschino, cucito alla maglietta, sul suo petto.



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Fu incaricato del progetto Loglio Lebor, che ideò un edificio di m. 19 X 8,50, a pianta rettangolare con presbiterio semiottagonale. Dietro l’altare studiò una nicchia per collocare una statua della Madonna di Oropa, cui fu dedicata la chiesetta, opera di Italo Briasco. La facciata a capanna doveva culminare con un campanile a vela. L’esecuzione delle opere murarie fu assunta dall’impresa Ellena e quella dei lavori in marmo, altare, balaustra e pavimento, dalla ditta Ribatto. La tinteggiatura delle pareti fu affidata a Ugo Nelva di san Giuseppe di Casto.

L’oratorio fu benedetto e aperto al culto dal vescovo di Biella, monsignor Carlo Rossi, il 1° dicembre 1957: il pavimento era ancora in cemento battuto – spiega don Massimo Tarello – mancavano gli infissi e l’altare era provvisorio, studiato poi e disegnato dallo stesso don Massimo.

Cinque anni più tardi il Padre Provinciale dei Cappuccini di Torino, padre Antonio da Busano, accettava l’invito del vicario di Cossato di erigere un convento vicino alla nuova chiesa. La parrocchia s’impegnava a donare il terreno necessario.

La possibilità di questa realizzazione aveva cominciato a concretizzarsi qualche tempo prima, quando padre Rodolfo, valente predicatore, molto conosciuto per aver prestato servizio ad Oropa e in varie parrocchie del biellese, si rese personalmente conto della chiesa e della località della Spolina. Vennero compiute visite da parte di alcuni padri, tra cui il Provinciale e cinque Definitori.

Per il progetto del convento fu nuovamente scelto Loglio Lebor e si affidava la costruzione all’impresa del geometra Massara. Nel bollettino di Cossato Vita Nostra del dicembre 1963, ne leggiamo qui accanto i dati tecnici.




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Nel bollettino del Gennaio 1964, il padre Provinciale Antonio da Busano saluta in nome di tutta la sua Provincia il Vescovo, la diocesi, il vicario e la popolazione di Cossato.




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Vita Nostra del giugno 1964 riporta il piantamento della Croce dell’8 marzo 1964 e la benedizione da parte di monsignor Carlo Rossi con un servizio fotografico nutrito per quei tempi, dove ritroviamo, oltre al vescovo, il vicario don Felice Bertola, il viceparroco don Pietro Castagnone e, nelle funzioni di chierichetto, a destra, l’attuale parroco di Valdengo don Luigi Bellotti.



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Con il “Benvenuto del vicario generale”, Vita Nostra del maggio 1966 pubblicava anche in prima pagina la fotografia della nuova chiesa ampliata delle due navate laterali.


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Il 30 ottobre 1966 veniva infine inaugurato il nuovo convento e di nuovo fu il Vescovo di Biella a intervenire e benedire la nuova costruzione ultimata, dopo la Messa celebrata dal nuovo provinciale padre Cesare da Mazzè.

Un gravissimo incidente stradale, infatti, aveva poco prima troncato la vita del Provinciale che aveva accettato la casa di Cossato, del suo segretario padre Felicissimo da Torino e di altri quattro confratelli.

Così il vicario don Felice Bertola scriveva su quel Bollettino parrocchiale:

…Dio li ha chiamati nella sua Casa mentre si adoperavano, attraverso al superamento di gravi difficoltà, ad arricchire Cossato… Erano presenti all’erezione della Croce e saranno ora protettori dal Cielo dell’opera per cui tanto hanno lavorato… I cittadini di Cossato siano grati ai Padri Cappuccini che hanno scelto la loro città e ne sappiano approfittare.





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I primi religiosi destinati al nuovo convento furono padre Giovanni da Tarantasca, padre Mariano da Busca e padre Pier Giuliano di Caselle.

In seguito si unì come affiliato al convento padre Ignazio Serra, cappellano della Casa di Riposo "Gallo" di Cossato.

Dopo la sua morte avvenuta il 17 luglio 1982, venne sostituito da padre Silvio Corradi.

Alla cerimonia dell’inaugurazione parteciparono numerosi confratelli: i sacerdoti della Vicaria di Cossato, i francescani secolari di Biella e di Cigliano, i Sindaci di Cossato, Mottalciata e Valle Mosso.

Il Padre Cesare da Mazzè parlò ai numerosi convenuti dicendo:

"Veniamo per cercar di realizzare tra voi quell’ideale che fu di San Francesco e per dare testimonianza del Vangelo secondo il suo spirito".

Per decenni non si registrarono più interventi sull’immobile che però, alla fine del millennio, dava segni evidenti di stanchezza e di un abbandono sofferto. Nel 1995 il nuovo padre superiore Domenico da Salassa Canavese, grazie a molti benefattori generosi, iniziò un intervento strutturale (chiesa, convento, oratorio, salone polivalente, campanile…) che ancora oggi continua lento ma inesorabile.

S’iniziò con la sistemazione del piazzale esterno ...



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... poi si passò al consolidamento del soffitto interno con delle arcate in acciaio e alla sistemazione del tetto.



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Negli anni seguenti fu sostituito l’impianto luce della chiesa e del convento, adeguandolo alle nuove norme per la sicurezza, anche con l’installazione di nuovi lampadari.



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Fu sistemato il presbiterio: un nuovo pavimento in legno, un nuovo altare, la cappella del Santissimo



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Seguirono la sostituzione delle vetrate, che riproducono in immagini il Cantico delle Creature, la tinteggiatura interna e poi esterna, la sistemazione della sacrestia ...



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... la nuova pavimentazione del chiostro e soprattutto della chiesa, in marmo.



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Nel centro del rettangolo a cielo aperto vi è la fontanella che zampilla davanti alla statua di S. Francesco con la colomba, simbolo della pace francescana.



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I lavori però non si sono fermati qui: sono stati realizzati i nuovi servizi igienici; è stato consolidato il campanile con putrelle in acciaio; è stata sistemata la statua di san Francesco e di santa Chiara; rifatta la croce ormai logora del piazzale antistante alla chiesa; predisposto la rampa per i disabili all’ingresso;


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inoltre è stato costruito ex novo l’oratorio, organizzato il campo di palla a volo e si sta provvedendo per un campetto di calcio.




IL CONVENTO OGGI


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Attualmente la Chiesa è frequentata anche da persone dei paesi limitrofi.





Nel 2015 é stato stampato il libretto

"La Vita cappuccina alla Spolina di Cossato (Bi) e dintorni" di 48 pagine.

Il ricavato della vendita é andato in favore del centro giovanile francescano.